Non è possibile spegnere un MacBook

Oggi ho deciso di pulire la tastiera del MacBook Air M2, e l’operazione non si è rivelata così semplice quanto immaginavo. Spengo il Mac, attendo che si spenga lo schermo, tutto ok, inizio a pulire, ma premo un tasto e il Mac si riaccende.

Questo MacBook si riaccende con la pressione di qualsiasi tasto. Pensavo ci fosse un’impostazione per limitare l’accensione al solo tasto apposito, o magari a uno personalizzato. Ho cercato online un’opzione nascosta, un comando segreto o una preferenza da nerd, ma niente. A quanto pare, per pulire davvero la tastiera senza rischiare accensioni involontarie, bisognerebbe installare un’app di terze parti che disabilita i pulsanti. Assurdo.

Sui Mac con Apple Silicon l’accensione tramite tastiera non è una scelta software, ma una conseguenza dell’architettura. Non esiste più un tasto di accensione separato: tastiera e trackpad sono sempre alimentati a bassissimo consumo e qualsiasi input viene considerato valido per il wake. Tutto passa dallo stesso flusso, integrato nel SoC.

Nei PC tradizionali, invece, esiste un Embedded Controller separato che gestisce l’accensione e permette di decidere cosa può o non può svegliare la macchina. Il tasto power è un circuito a parte, filtrato, configurabile da BIOS. Qui no: non esiste un’opzione nel sistema, né un comando da terminale, né una chiave nascosta. È un presupposto hardware, non una funzione disattivabile.

Ma dal punto di vista della user experience, cosa cambia? Se non voglio spegnere il Mac, lo lascio in sospensione e funziona benissimo. Ma se scelgo di spegnerlo, vorrei che fosse spento davvero, non in uno stato di risparmio energetico pronto a riaccendersi al primo contatto accidentale.

Lo stato di stop esiste già ed è eccellente. Rendere ambiguo anche lo stato di “spento” introduce effetti collaterali concreti, come il computer che parte mentre stai pulendo la tastiera.

Apple ha fatto una valutazione diversa. Trattare ogni input come evento di wake semplifica l’hardware, riduce i consumi ed elimina stati intermedi problematici. In più, sposta la sicurezza sull’autenticazione: se il disco è protetto da FileVault e Secure Enclave, che il Mac si accenda o meno conta poco per loro.

C’è anche una visione del prodotto precisa: Apple non vuole che il Mac venga percepito come un oggetto da accendere e spegnere. Deve essere sempre pronto e disponibile, come un iPhone o un iPad. Premere un tasto qualsiasi per svegliarlo non è un bug, è un modo per dire all’utente di non preoccuparsi dello stato della macchina.

Però così si perde controllo e chiarezza sulla reale inattività del dispositivo. Con il telefono, che portiamo sempre in tasca, questo approccio è coerente. Con un MacBook è diverso: potremmo non usarlo per giorni o settimane, e averlo sempre “attivo” in qualche modo sembra controproducente. Certo, Apple avrà previsto un livello minimo di sicurezza per evitare che la batteria si rovini scaricandosi completamente, ma il principio rimane.

Alla fine, i benefici di questa scelta sembrano quasi tutti interni: ingegneria, coerenza produttiva e semplificazione dei componenti. I costi, invece, ricadono su chi usa la macchina in modo consapevole.

Il MacBook Air resta un ottimo notebook ma questa gestione è un compromesso che fatico ad accettare. Avrebbero potuto accontentare tutti lasciando agli utenti più esperti la possibilità di decidere. Invece hanno deciso di non offrire opzioni.